Beh, che dire… non mi sembra vero!!! Per la prima volta Capistrello sale alla cronaca per un avvenimento che non aveva precedenti. L’uscita in libreria de “Il confine invisibile”, primo romanzo del nostro concittadino Alfio Di Battista, rappresenta una ventata di novità nel panorama culturale del nostro paese. Insomma, vi ho rotto più di una volta le scatole affermando che la diffusione della cultura rappresenta, per me, l’unica via di uscita da una situazione di stallo in cui il paese è ormai infangato, per questo non posso che rallegrarmi del fatto che su una bandella di un libro (spero che venda tante copie) ci sia scritto il nome del nostro paesetto sperduto tra le montagne. Qualche giorno fa abbiamo assistito alla presentazione del volume in una sala ottaviani gremita, che pare che fossimo stati al Comune per quanti assessori, consiglieri e aspiranti sindaci erano presenti…; a parte questa nota di colore (ma si sa che siamo in campagna elettorale e ogni occasione è buona per farsi vedere in pubblico) è stato bello essere presenti e constatare che in fondo qualcuno ce l’ha fatta, quindi complimenti al “nostro” Alfio, che, e ora ve lo dico, ha scritto diverse volte anche su Kaput… Ho comprato il libro e mi sono impegnato a leggerlo come avrebbe fatto un vero recensore, ma scrivere di un libro è cosa quanto mai difficile… Prima di tutto ho dovuto superare l’impatto di un modo di narrare che non è proprio il mio preferito (spero che l’autore mi perdonerà); il linguaggio stilisticamente perfetto è un pregio di chi riesce a mantenerlo, e in questo il “nostro” si è dimostrato veramente esperto, ma per me che sono abituato a narrazioni di ben altro genere ha provocato un po’ di difficoltà nello stare dietro ai discorsi. Questo non significa certo che il libro non vada letto, anzi… I due protagonisti, Lui è Lei, (sono senza nome perché “i nomi servono solo ad uccidere le cose”) potrebbero far pensare ad una sorta di storia d’amore, ma secondo lo stesso Di Battista essi sono solo un espediente narrativo che serve a raccontare i sentimenti e i pensieri di chi scrive… quindi, non soffermatevi troppo a cercare di capire come andrà a finire (anche se è da leggere fino all’ultima riga), piuttosto seguite il contenuto e fatevi un’idea di quanto sia importante non soffermarsi sulle apparenze e quanto il confine tra realtà e fantasia può diventare una semplice linea d’orizzonte non troppo invalicabile.
domenica, aprile 09, 2006
mercoledì, aprile 05, 2006
martedì, aprile 04, 2006
Gli italiani brava gente
Prime righe dell'articolo a firma di P. Citati apparso qualche giorno fa su Repubblica:
Almeno sui giornali, mai come oggi gli italiani si sono vibrate ferite così sanguinose. Non hanno senso civico, non hanno vita interiore, non amano la patria, non amano Dio, non hanno fede, non pagano le tasse, non leggono libri: sono frivoli, arroganti, corrotti, vuoti, pomposi, megalomani, mitomani, dissipatori, immorali, stupidi. Hanno pessimi uomini politici, industriali senza fantasia, velisti senza pazienza, giornalisti non informati, scrittori senza talento, registi senza pubblico, e soprattutto critici letterari infamissimi, che corrompono ogni giorno l'intera nazione. E poi non hanno avuto la riforma protestante, che li avrebbe salvati dalla tirannia della Chiesa. E poi non hanno avuto rivoluzione francese, che avrebbe fatto conoscere loro la libertà, non importa se con qualche elegante scintillio di ghigliottine. E poi non hanno avuto la rivoluzione russa, che avrebbe fatto conoscere loro l'uguaglianza, non importa se con qualche stilla di sangue. Insomma, gli italiani non hanno avuto e non hanno niente. Sono lì, con le loro vecchie città, con i loro vecchi paesi, corvi, rapaci appolaiati sulle rovine.
sabato, aprile 01, 2006
102
finalmente è arrivata... la tanto attesa meta della laurea l'ho raggiunta ieri, davanti alle facce emozionate dei miei e di nonna, che non ha sentito una parola della mia discussione, ma in compenso ha pregato tutto il tempo per me con la corona del rosario in mano. La discussione mi ha dato soddisfazione, i professori erano interessati all'argomento (i blog) e sono stato contento di riuscire a coinvolgerli in una discussione animata in cui penso di esseremela cavata abbastanza bene e con un pò di destrezza... il voto, comunque positivo, è venuto dopo la gioia e la liberazione di essere giunti a destinazione. I ringraziamenti vanno alle persone che mi sono state vicine, in primis la famiglia poi Silvia, senza la quale forse non avrei ricominciato a studiare qualche anno fa... e poi gli amici, quelli che erano alla discussione, quelli che mi hanno telefonato e quelli che mi hanno cercato appena tornato... Infine, ma solo in ordine di apparizione i professori; Ronci per gli esami e le bevute al boss... De Gasperis per l'aiuto anche durante la discussione e Avolio perchè è Avolio.
martedì, marzo 28, 2006
bene/male
Prendere le difese di un suonatore extracomunitario sul tram, colpevole solo di aver spostato il suo strumento e di aver sfiorato una signora, fa stare bene (chissà se può essere considerata una cosa di sinistra?)... Quello che fa stare male sono i pregiudizi e l'ignoranza della gente...
sabato, marzo 25, 2006
finalmente
Che spettacolo! oggi scipoero dei giornalisti. Niente telegiornali. E niente prodiberlusconifassinofinirutellicasini che rompono le palle con i commenti sul fatto politico del giorno... Spero solo che quel giorno arrivi presto...
NOVITA'
Beh! Diciamo pure che è uno di quei periodi belli da vivere. Di svolte "storiche" ne ho già vissuta qualcuna nella mia giovane vita, ma questa forse potrebbe risultare decisiva... innanzitutto venerdì (ore 15.30) andrò in quel dell'aula magna dell'università a discutere la mia tesi; non mi sembra ancora vero... la mia travagliata carriera universitaria volge al termine e finalmente potrò vantarmi di essere "dottore in lettere" de hi hi... (soprattutto sono felice di poter lasciare ai miei una bella soddisfazione...) La tesi arriva, ma non ho aspettato per cercare di entrare nel bel mondo della "precarietà"... Questa settimana sono diventato lo stagista della malatempora... che dire; non mi poteva capitare di meglio... contocultura, movimento... sono i concetti che stanno alla base della casa editrice... Angelo è una persona squisita ("io non vendo libri, io pubblico idee") e c'è bisogno di più uomini e donne come lui in questa nazione... Economicamente non navigherò mai nell'oro - e questo è assodato - ma affianco a lui e agli altri del collettivo (penso a Maya, Stefano, Sparagna e quelli che ancora non conosco) riuscirò a proseguire fantasticamente la mia opera di conoscenza...
G.
martedì, marzo 14, 2006
IL DUELLO
Non avrei mai pensato di ritrovarmi a vedere una partita dell'inter con l'unico intento quello di sfuggire alla tempesta mediatica del duello tra Br e Pr... ormai hanno stufato... sono due mesi che siamo in balia della loro campagna elettorale... e sento parlare ancora di "indecisi". Mi stupisco del fatto che ci sia gente che non ha ancora deciso per chi votare...
lunedì, marzo 13, 2006
IN LINEA CON L'ASSASSINO
Quattro milioni di newyorkesi continuano ad usare le cabine telefoniche pubbliche per comunicare. Stuart (un ottimo Collin Farrel), pubblicitario senza scrupoli, è uno di loro: ogni giorno si ferma nella stessa cabina per telefonare alla sua amante, ma l’azione che compie quotidianamente si trasforma presto in un incubo. Il telefono della cabina squilla… lui alza la cornetta… all’altro capo del filo risponde un serial killer che sembra volersi sostituire a Dio per purificare lo spirito di chi, come il protagonista, agevola i propri interessi calpestando i sentimenti di chi ha al fianco. Cosa fare se si rimane ingabbiati in una cabina telefonica con un fucile laser puntato sulla testa? Inizia così il frenetico thriller di Joel Schumacher (Un giorno di ordinaria follia, Il fantasma dell’opera): a dirla tutta un thriller un po’ anomalo che rischierebbe di cadere nella noia da subito se non fosse per il talento del regista che riesce a colmare sapientemente le lacune di una sceneggiatura piuttosto risicata. Lo scenario è sempre lo stesso: la cabina al centro della piazza, ma Schumacer riesce a salvare lo spettatore da sensazioni claustrofobiche cambiando velocemente e ripetutamente la visuale delle riprese, da dentro la cabina fino all’interno del mirino con cui il cecchino punta la vittima e i passanti. L’intenzione di girare un film attorno ad una cabina telefonica si trasforma presto in un esperimento ben riuscito dove i colpi di scena arrivano nei momenti giusti, quelli in cui lo spettatore comincia a realizzare che la vicenda è quantomeno surreale, e vanno di pari passo con l’apparire sulla scena degli altri protagonisti; un omicidio, la diretta dei network, l’arrivo della polizia, quello della moglie (Rhada Mitchell) e poi dell’amante (Katie Holmes) di Stuart servono come oro per dare nuova linfa alla trama. Lo scontro dialettico tra vittima e carnefice si arricchisce in questo modo di nuovi elementi e per il protagonista cominciano ad aprirsi spiragli di salvezza: basterà svelare i suoi segreti in diretta nazionale per salvare la propria vita?
In linea con l’assassino (traduzione non azzeccatissima di Phone Booth) entra di diritto nel filone di una filmografia che, sempre di più, sfrutta il telefono come nuovo oggetto della paura (basti pensare alla sequenza iniziale del primo Scream o a The Ring); girato in soli 11 giorni e sequenzialmente (ovvero ripreso nell’ordine in cui lo vediamo), il film doveva uscire nell’ottobre del 2002, ma è arrivato nelle sale solo ad Aprile dopo che si erano spente le luci sul caso del cecchino che ha terrorizzato gli Stati Uniti uccidendo undici persone tra l’Alabama e Washington. Volendo trovare un messaggio sociale nella pellicola non si può non tener conto del fatto che Scumacher sembra voler muovere una forte critica verso una società sempre più influenzata dai media, dove ciò che conta è solo l’immagine. È per questo, probabilmente, che durante tutto il film si nota un grande slogan pubblicitario sulla vetrina di un palazzo dietro la cabina: Who do you think you are?
Regia Joel Schumacher
Cast Colin Farrell, Forrest Whitaker, Katie Holmes, Rhada Mitchell
Genere Thriller
Paese Usa
Durata 81’
Uscita giugno 2003
martedì, marzo 07, 2006
...
ma poi scrivere di cosa?! Magari di un paesaggio che aspetta solo di essere ritratto dalla finestra. Cosa non darei per averci solo un millesimo delle capacità di Dahlì...
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