mercoledì, gennaio 24, 2007

L'Egitto apre le porte ai nostri libri

Alla presenza del capo di stato egiziano Hosni Mubarak, è stata inaugurata il 23 gennaio al Cairo la “Internatonal Cairo Book Fair”, la più grande fiera del libro del Medio Oriente e, nel mondo, seconda sola all’analoga manifestazione di Francoforte. L’evento, che si concluderà il 4 febbraio, è giunto quest’anno alla 39ma edizione e le cifre fornite dall’organizzazione sono da record: 650 editori (più di sessanta rispetto all’anno scorso) 35 Paesi rappresentati e quasi due milioni di spettatori nella passata edizione, destinati a crescere nel 2007 visto che l’anno scorso la manifestazione si svolgeva in concomitanza con gli esami scolastici di metà anno. La Fiera, la cui prima edizione risale al 1969, nel corso degli anni ha assunto sempre più rilevanza a carattere internazionale, e oggi rappresenta un punto d’incontro tra le diverse culture che animano il mediterraneo. Un luogo di interscambio che riunisce i produttori culturali del mondo arabo e di quello occidentale. È proprio questo il tema scelto dagli organizzatori come elemento portante della manifestazione, il conflitto tra islam e occidente sarà al centro dei dibattiti e delle tavole rotonde a cui parteciperanno gli esperti e gli addetti ai lavori. Non a caso, la Fiera dedicherà una serie di seminari a Nagib Mahfuz, premio Nobel morto lo scorso anno e autore di “Awalad Haretna” (Il rione dei ragazzi) il romanzo pubblicato per la prima volta nel 1959 e poi proibito per anni per blasfemia. Il testo è stato pubblicato per la prima volta in Egitto dopo la morte dell’autore ed è già diventato un best seller. Un segno di discontinuità con il passato, riscontrabile anche nell’accordo tra l’Organizzazione e il Ministero dell’Informazione che hanno deciso di non proibire nessun testo all’interno della manifestazione come era avvenuto nel recente passato. Solo due anni fa, infatti, vennero vietati al pubblico autori e opere simbolo della libertà di pensiero e tra i più tradotti e rispettati nel mondo, come Paulo Coelho e i suoi “Undici minuti”, il palestinese Mahmoud Darwich o lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun vincitore nel 2004 del Dublin Literary Award. L’aria sembra essere cambiata davvero e l’apertura del paese alla letteratura straniera è totale. I diritti per la traduzione in arabo di diversi libri dell’ultimo premio Nobel, il turco Orhan Pamuk, ad esempio, sono stati acquistati dalla Egyptian Book Organization e lo stesso Pamuk sarà uno degli ospiti più attesi dell’intera manifestazione. Il segno del cambiamento si nota insomma, e se fino a qualche anno fa era l’Egitto ad essere ospitato nelle fiere degli altri Paesi europei (nel 2002 fu a Francoforte) ora è la stessa manifestazione del Cairo ad accogliere tra i suoi stand il panorama editoriale europeo. Ospite d’onore dell’edizione 2007 sarà l’Italia che parteciperà con un padiglione al cui interno troveranno spazio più di 40 case editrici, tavole rotonde, dibattiti e iniziative volte a far conoscere la nostra produzione libraria, ma non solo; il programma prevede infatti un’ampia serie di appuntamenti che consentiranno di “esportare” tutta la produzione culturale nazionale, dal teatro alla musica, dalla danza alle mostre d’arte. Tra gli autori che prenderanno parte alle iniziative Niccolò Ammaniti, Ascanio Celestini, Marco Lodoli e Antonio Tabucchi. Una grande chance per il nostro paese, chiamato ancora una volta a confrontarsi e a proporsi ai paesi dell’area mediterranea, così vicini, ma a volte così troppo lontani.

lunedì, gennaio 22, 2007

Per diventare una rock star ora si gioca a “Guitar Hero”

Non accenna ad arrestarsi il successo di “Guitar Hero”, il rhythm game musicale sviluppato da Harmonix Music System e Red Octane, che in pochi mesi è riuscito a superare lo scetticismo di chi pensava fosse un’impresa quella di vendere un videogame giocabile non attraverso un normale joystick, ma solo grazie ad una chitarra. La peculiarità di “Guitar Hero”, infatti, consiste proprio nell’insolito controller che viene venduto insieme al gioco. Si tratta di una chitarra di plastica che riproduce la celebre Gibson SG (la chitarra resa mitica da Angus Young degli Ac/Dc), con all’interno della confezione diversi adesivi per personalizzarla. La chitarra viene “suonata” con un vero plettro su un barra metallica e con sei tasti di diverso colore sulla tastiera che sostituiscono le corde. Il meccanismo del gioco, nella più autentica tradizione dei rhythm game, prevede che il giocatore debba seguire le indicazioni musicali, nota per nota, quando appaiono sullo schermo; un po’ quello che succedeva in maniera certamente meno tecnologica con “Simon”, il precursore dei rhythm game datato 1978. A dare nuova linfa al genere ci ha pensato pochi anni fa “Dance dance revolution” della Konami, in cui era necessario compiere passi di danza a ritmi di musica sempre più sfrenati. Poi, l’anno scorso è arrivato “Guitar Hero” e si è passati così dalla danza alla musica. Ora l’abilità del giocatore consiste nell’eseguire le diverse combinazioni musicali che crescono man mano di complicatezza. Obiettivo del gioco è quello di arrivare a suonare davanti ad una grande platea dopo aver superato tutte le tappe della carriera musicale, e non è un caso quindi che nel primo livello l’aspirante musicista cominci a suonare in un garage così come hanno fatto tanti protagonisti della musica rock, ricordati oggi come icone della musica. Il target di pubblico per questo gioco è individuabile proprio negli amanti del rock o in chi comunque ha sempre avuto il sogno di imparare a suonare lo strumento simbolo di diverse generazioni; con “Guitar Hero” è possibile eseguire pezzi che hanno fatto la storia del rock e la colonna sonora è qualcosa di veramente straordinario, da “Iron Man” dei Black Sabbath a “Smoke On The Water” dei Deep Purple, da “Ziggy Stardust” di Bowie a “Killer Queen” dei Queen, passando per Franz Ferdinand, Red Hot Chili Peppers, Megadeth, ecc. Il successo della prima edizione ha convinto i tipi della Harmonix a realizzare un sequel, uscito a novembre per la Playstation 2 e in fase di realizzazione per la Xbox 360. Una versione nuova che graficamente non si è allontanata troppo dalla prima, ma che presenta comunque diverse caratteristiche in più. Tra le novità più interessanti sicuramente la possibilità di suonare “in doppio”, con un secondo giocatore che, scegliendo tra chitarra di accompagnamento o basso, potrà accompagnare il primo in un mini concerto a due. Questa più di tutte è la caratteristica che aiuta “Guitar Hero” a consacrarsi come uno tra i più eccellenti “party game” in grado di assicurare il divertimento tra amici. Oltre alle novità nelle modalità di gioco, non potevano non esserci cambiamenti anche nella track list, così sono stati aggiunti, tra gli altri, brani dei Pearl Jam, Iron Maiden, Nirvana e dei Guns n’ Roses, inoltre gli utenti della XBox potranno scaricare altri pacchetti di brani al costo di 1 euro. Le novità non dovrebbero fermarsi qui e sembra che sia già in cantiere una nuova versione del gioco: “Guitar Hero 2: 1980's Edition”, un’edizione dedicata interamente alle hit degli anni ’80 che forse è anche un modo di accaparrarsi una fetta di pubblico che non si accontenta di “suonare” solo il rock.

sabato, gennaio 20, 2007

la libreria degli inediti

In Italia si legge poco. I dati sulle vendite di libri del bel Paese sono indiscutibili e riportano una delle medie più basse per libri acquistati per persona in tutta Europa. Se i lettori scarseggiano, la stessa cosa non si può di certo dire per gli scrittori o aspiranti tali. Si stima che l’80% degli italiani abbia nel cassetto, oltre che un sogno, anche un libro che spera un giorno di vedere pubblicato. Nella stragrande maggioranza dei casi, questa speranza viene troppo spesso tradita e di quei testi scritti con dedizione e passione non se ne avrà mai traccia in libreria. È da questo concetto che parte la bella iniziativa de “La libreria degli inediti”, la prima libreria italiana a contenere solo ed esclusivamente testi di autori sconosciuti che non hanno avuto la soddisfazione di veder pubblicate le proprie opere. L’idea di fondo è quella che il mercato editoriale sia ormai prossimo alla saturazione e che le difficoltà di vedersi pubblicati aumentino sempre di più fino anche ai casi in cui gli autori sono “costretti” ad investire direttamente i propri averi per pubblicare con case editrici che non se la sentono di rischiare i propri piccoli capitali per un’opera prima. Nasce da qui la Libreria degli inediti, ricavata negli spazi del teatro “Il Pozzo e il Pendolo” di piazza San Domenico Maggiore a Napoli. Un’iniziativa che per la sua originalità ha già destato l’attenzione e la curiosità, oltre che naturalmente dei giovani autori, di giornali, popolo dei blogger e esperti del settore. Ideatrice e promotrice (insieme a Ciro Sabatino) del progetto è Anna Maria Russo, la quale ci ha rivelato di essere rimasta abbastanza sorpresa del successo riscosso dall’iniziativa: “riceviamo una media di 10 inediti al giorno e in poche settimane siamo arrivati a catalogare più di 300 opere, siamo veramente contenti, ma all’inizio non ci aspettavamo certo di arrivare ad avere una certa rilevanza a livello nazionale”. Invece la voce si è sparsa velocemente tra gli aspiranti scrittori, che possono mandare le proprie opere scegliendo un prezzo che comunque non può superare i 5 euro, e i testi sono cominciati ad arrivare da tutta Italia: “I testi di autori napoletani, in effetti, occupano solo la fetta minore del nostro spazio e gli inediti sono arrivati un po’ da tutte le regioni con particolare prevalenza delle regioni del centro come Toscana e Umbria, è anche per questo che abbiamo deciso di portare il nostro progetto in giro per le fiere e le manifestazioni nazionali che si occupano di libri. Parteciperemo di sicuro a Galassia Gutenberg e a Belgioioso, e speriamo di riuscire a mantenere una certa notorietà fino alla prossima Fiera della piccola editoria di Roma”. Proprio Roma rappresenta una delle città più attive nella spedizione di inediti, più di 50 titoli esposti sugli scaffali della libreria, infatti, arrivano dalla Capitale e non è detto che in un prossimo futuro non possa nascere qualche collaborazione per “esportare” la libreria degli inediti anche nella città che più di altre in questi anni ha visto crescere il mercato dell’editoria indipendente.

giovedì, gennaio 11, 2007

sex and books

Il rapporto con l’altro sesso, che sia di pura passione o conflittuale, vissuto con gioia o con debolezza, con sicurezza o con inquietudine, è comunque in grado di alzare o abbassare, a seconda dei casi, la soglia di felicità degli esseri umani. La produzione di testi sull’argomento non si è mai limitata, anzi, tutti i più grandi pensatori e scrittori hanno sempre trovato il modo di sfatare il tabù nei loro scritti. Oggigiorno la produzione ha cominciato ad interessarsi anche alla saggistica, che è varia e prende in considerazione sotto diversi punti di vista quello che per gli uomini e le donne è spesso un obiettivo, ma che può facilmente diventare anche un vero problema. Così le donne pubblicano saggi che, almeno nelle intenzioni, vogliono aiutare i loro aspiranti partner a conquistarle, usando piccoli suggerimenti e tecniche di seduzione che vanno oltre i luoghi comuni. Per aiutare si, ma anche per essere aiutate… I dottori analizzano il problema e redigono testi in grado di far superare l’ansia da prestazione, vero cruccio di tanti italiani. Gli psicanalisti si preoccupano di analizzare i disturbi provocati dalla dipendenza amorosa. Tutti si interrogano su come vivere meglio il proprio corpo e il rapporto con l’altro sesso e tutti, in fondo, arrivano alla stessa conclusione: il sesso (anche se da soli) fa bene, del resto ne parlava anche la Bibbia

Come portarsi a letto una donna in 10 mosse

Amisano Laura; Origone Cristina, Delos Books, € 10,00

Un “manuale del seduttore” scritto dal punto di vista delle donne. Non è per niente difficile portarsi a letto una donna. Non si sta parlando di grandi storie d’amore, dell’avventura più importante della vita, del sentiero lastricato che porta all’altare o al fidanzamento. Si parla della classica “botta e via”. Di quello che più attira gli uomini, del sogno irrealizzato (almeno quasi sempre) che molti uomini hanno nel cassetto: trovare una bella donna e portarsela a letto senza tante storie. Senza pensieri, senza prima, ma, soprattutto, senza un dopo. Non è un sogno, non è un tranello. È tutto vero, è possibile, anzi è quasi facile. Lo spieghiamo noi, che siamo donne e che sappiamo come la pensa chi si trova dall’altra parte della barricata. Si va dai consigli sul look al primo approccio, a come impostare una conversazione, a cosa fare nei momenti più intimi, fino ad alcuni accorgimenti tattici, come l’innesco della competizione e i comportamenti di fronte a un rifiuto. Come detto, non è per niente difficile portarsi a letto una donna, anzi. L’importante è saper cogliere tutte le occasioni possibili e non avere mai da pensare che ogni lasciata è persa.

La dipendenza amorosa. Quando l'amore e il sesso diventano una droga

Poudat François-Xavier, Castelvecchi, € 16,00

C’è chi da solo non riesce a dormire e chi da solo non vuole starci mai. C’è chi offre senza riserve il suo cuore e chi il suo corpo. Comportamenti diversi che però denunciano un unico disturbo: la dipendenza amorosa. E se l’amore può causare assuefazione, quando ci si può definire davvero dipendenti? Cosa scatena il bisogno acuto dell’amore o del sesso? Quali sono le cause di questa malattia? Ma, soprattutto, come se ne esce? Attraverso testimonianze Francois-Xavier Poudat disegna il profilo del drogato d’amore e fornisce un’ancora di salvezza a chi, ormai, di quel sentimento è succube.

Il libro dell'estasi sessuale. 365 modi per raggiungere l'orgasmo

Gentry Cynthia W., Armenia, € 15,00

Chiaro ed esplicito, questo manuale è destinato a tutte le donne che, vinta ogni inibizione e superati tutti i tabù, desiderano regalare nuove emozioni a un’unione priva di mordente, ormai affondata nella monotonia, o dare inizio nel modo migliore a una relazione, oppure raggiungere l’appagamento sessuale con l’autoerotismo. Partendo dalla tesi che il sesso è naturale e svolge un ruolo chiave nella vita di ciascuno - per cui trarne la maggiore soddisfazione possibile non è peccato, né vergogna -, giorno per giorno alle lettrici vengono suggerite tecniche sessuali, posizioni erotiche, pratiche e strumenti con i quali raggiungere l’orgasmo semplice o multiplo.

De Masturbatione

Capozzi Michele, Malatempora, € 15,00

Un semplice atto, il più delle volte solitario, che dà un piacere veloce ma immenso, che disturba le coscienze e mette in crisi... Una carrellata di grandi autori che hanno descritto la masturbazione per quello che è, una soddisfazione carnale alla portata di tutti. Il libro è diviso in due parti, masturbazione femminile (da Saffo a Anaïs Nin e Almudena Grandes) e maschile (da Marziale a Zola a Genet) con immagini a colori. Il tutto commentato dall'autore, pornologo italiano.

L’orgasmo e l'Occidente. Storia del piacere dal Rinascimento a oggi

Muchembled Robert, Cortina Raffaello, € 29,00

È vero che la repressione del sesso ne aumenta la forza? La storia dell’orgasmo è quella del corpo nascosto, dei desideri proibiti, delle interdizioni imposte dai tabù e dalla morale. Sepolti nei sotterranei degli archivi, i documenti che raccontano questa storia sono straordinariamente abbondanti e di una sorprendente forza evocativa. Così l’autore invita a guardare con occhi nuovi un passato spesso raggelato da censure operate in nome della virtù e un presente in cui, abbandonato il modello repressivo, si può cercare senza sensi di colpa quel piacere che si dice carnale...

La Bibbia erotica. Le pagine più audaci della Sacra Scrittura

Piemme, € 12,50

Nella Bibbia il sesso non è per nulla un “tabù”: lo è forse diventato nella cultura occidentale, ma per il popolo ebraico, che faceva della fecondità il punto nodale della relazione di alleanza con Dio, la genitalità non poteva essere riducibile a una questione di vergogna. Infatti, nella Bibbia, di sesso si parla, eccome! Sono moltissime le pagine delle Scritture che celebrano passione e amore romantico, tradimento e adulterio, seduzione e gelosia, amore coniugale e amore omosessuale. Le oltre 100 “posizioni” raccolte in questo libro raccontano, indicano, protestano e invitano a un eros, ora buono ora cattivo, offrendo suggestioni illuminanti per il lettore di oggi e soprattutto per chi voglia costruire una relazione d'amore confrontandosi con una saggezza antica e divina.

Il piacere senza stress. Come superare l'ansia da prestazione sessuale

Toso Emiliano, Punto D’Incontro, € 8,90

Con un linguaggio semplice e accessibile, il dottor Emiliano Toso cerca di rispondere in modo chiaro ed esauriente alle principali domande che molte persone si pongono su un tema scottante e di grande attualità. Basandosi sui principi e sulle tecniche d'intervento della psicoterapia cognitiva e comportamentale, questa guida pratica affronta aspetti teorici e pratici dell’ansia da prestazione sessuale e suggerisce modalità efficaci per affrontare e risolvere definitivamente il problema. Che cos’è l'ansia da prestazione sessuale? Quali sono le sue conseguenze? Perché alcune persone ne soffrono e altre no? Come si può affrontare e vivere in modo sereno e appagante la propria vita sessuale?

lunedì, ottobre 09, 2006

La ballata delle prugne secche

Direi, innanzitutto, che io non sono proprio la persona giusta per commentare questo libro. Semplicemente per due motivi
1 - Perchè di solito non mi piace nè leggere, nè parlare di libri che rappresentano il fenomeno letterario dell'anno. E' stato così per Melissa P, di cui ho sentito troppo parlare anche nel "corso di editoria" frequentato l'anno scorso, ed è stato così anche per Il codice Da Vinci, Faletti e tutti gli altri. Montalbano compreso.
2 - Perchè in effetti io "lavoro" per la concorrenza. Ma che vuoi fare? Il libro di Pulsatilla mi è capitato tra le mani proprio in redazione. Il mio editore mi ha consigliato di leggerlo, perchè poteva essere un esercizio di stile interessante. L'ho aperto, sulla bandella c'era scritto: "Peter Sellers - ho realizzato - era precisamente uguale a mio padre. E quel che è peggio è che io sono uguale a lui, dal che si evince che io sono Petter Sellers. Piacere". Piacere mio, mi è venuto da dire. E' così che sono entrato nel mondo di Pulsatilla, la blogger foggiana salita su nelle classifiche di vendita dei libri italiani in poche settimane. "La ballatta delle prugne secche" (Castelvechi editore, € 10,00) è uno di quei libri che si divorano in tre ore scorrendo le pagine una dopo l'altra con il sorriso sulla labbra. Che si tratti di cure omeopatiche, di rapporti amorosi con fidanzati conosciuti on line, beauty center, parrucchieri, o addirittura di problematiche più serie come l'anoressia, Pulsatilla è sempre lì che ci scherza su, in modo ironico e a volte tragicomico, con un modo di scrivere che in qualche passaggio mi ha ricordato lo stile da "Bar Sport" di Benni (Sarà anche per questo che mi è piaciuto). Risultato? Un testo che scorre veloce e senza intoppi (escluso quando all'interno della narrazione vengono presentati dei riquadri con ricette o traduzioni di parole del dialetto foggiano), un testo semplice, ma a modo suo profondo. Come dicevo all'inizio non sta a me lavorare per la concorrenza, ma io questo libro lo vorrei consigliare, magari fatevelo prestare...

martedì, giugno 06, 2006

QUANDO LA RAPINA DIVENTA D'AUTORE

QUANDO LA RAPINA DIVENTA D’AUTORE Un cast eccezionale, una sceneggiatura curata nei partcolari e piena di colpi di scena, ma soprattutto Spike Lee, che stampa la sua chiara firma d’autore in INSIDE MAN uno dei migliori thriller dell’ultima stagione. È possibile uscire dalla porta principale di una delle banche più potenti di New York dopo aver tenuto cinquanta persone in ostaggio e dopo aver derubato l’istituto grazie alla rapina perfetta? A realizzare il sogno di ogni rapinatore ci prova Dalton Russel (Clive Owen) che con la sua banda si introduce nell’affollata hall del Manhattam Trust, una succursale di un’istituzione finanziaria internazionale nella centralissima Wall Street. Con un colpo da maestro, il regista Spike Lee (Malcolm X, Fa la cosa giusta, La 25a ora) decide di farci introdurre il film da un primo piano dello stesso Owen che spiega al pubblico il che, il dove, il quando e il perché di quello che sta per accadere. L’unica risposta che non viene data è proprio sul come sarà possibile mettere a segno il colpo perfetto. Lee “usa” il capo della banda per spiegare che lo spettatore deve seguirlo senza perdere per un attimo le sue gesta e soprattutto le sue parole. Solo così potrà essere in grado di stare dietro alle sorprese e ai colpi di scena che, ogni volta, smontano e rimontano l’intricata vicenda. Ci si rende conto da subito di avere a che fare con un classico del giallo (la bank robbery), ma altrettanto presto si capisce che il regista afro-americano non riesce proprio a farsi imabavagliare dalle regole del genere così facilmente. Quella che sembra una rapina per soldi, diventa così un colpo per ritrovare documenti compromettenti che collegano l’ombroso presidente dell’istituto finanziario, Arthur Case, al regime hitleriano. Lo spettatore viene ripetutamente spiazzato dai continui colpi di scena e dagli aspetti svianti della sceneggiatura e ancor più alla cieca sembra muoversi il detective Keith Frazier (Denzel Washington), negoziatore della polizia di New York. Alle prese con un’accusa di corruzione, Frazier viene chiamato a cercare di risolvere il caso solo per l’assenza del suo superiore e una volta sul posto si scontra prima con l’ostilità dei suoi colleghi, tra cui il Capitano John Darius dell’Unità Mobile d’Emergenza (Willem Dafoe), e successivamente deve fare i conti con l’entrata in scena di Madeline White (Jodie Foster), una potente avvocatessa chiamata a difendere gli interessi di Case. L’eccezionale cast artistico del film, sia davanti che dietro la telecamera (tra gli altri il produttore, vincitore dell’Oscar, Brian Grazer) ha contribuito a fare di Inside Man un ottimo film. Il merito principale resta comunque quello di Lee: l’alternanza del montaggio nervoso e serrato, le riprese con la camera a mano, i dialoghi forti ed enigmatci sono segni della sua maestrià dietro la macchina da presa. Per la prima volta alle prese con un film non indipendente, Lee riesce ad adattarsi perfettamente al genere, senza però abbandonare il suo modo tagliente di fare critica sociale. Il bambino di Brooklyn fan di “50 cent” e il sikh scambiato dalla polizia per un arabo sono i segni di riconoscimento di chi da sempre mette le tematiche sociali ed interraziali al centro delle sue pellicole.

venerdì, maggio 12, 2006

giovedì, maggio 11, 2006

CHIEDI ALLA POLVERE

Sono stato a vedere la trasposizione cinematografica del romanzo di John Fante. E’ la prima volta che mi capita di aspettare l’uscita di un film al cinema con così tanta curiosità. Curiosità di vedere sullo schermo le scene di un romanzo che mi aveva appassionato come nessun altro libro. Quella che ho fatto su “Chiedi alla Polvere” è stata una lettura ossessiva, non mi riuscivo a staccare dalle pagine e dalla storia di quel figlio di italiani alla prese con un’America ipocrita e razzista (dopo aver divorato anche “Aspetta primavera, Bandini”). Il film, purtroppo, è un’altra cosa. Mi dispiace, ma dopo averlo visto posso tranquillamente pensare che, per me, potevano anche risparmiarselo. Se non si riesce a suscitare nel pubblico lo stesso tono di ironica malinconia che trasmette Fante nei suoi romanzi, allora il film è inutile. E non si può dare in pasto al pubblico una sorta di storia d’amore congeniata all’americana maniera. Il finale poi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, nel libro Camilla si inoltra nel deserto e Bandini rinuncia a cercarla dopo aver camminato a lungo sulla sabbia… Perché il regista deve proporre la scena finale di una morte tra le braccia del proprio amato così come se ne sono viste già all’infinito? E poi ancora, se Camilla è rappresentata sullo schermo da una bellissima Salma Hayek,, allora quella non è la Camilla che io ho conosciuto tramite la sublime rappresentazione di Fante, ovvero quella di una ragazza messicana con problemi di integrazione sociale e tutt’altro che una gran bella donna… Il film, a questo punto, mi ha dato un solo piacere: quello di farmi ricordare alcuni dei particolari del romanzo, che per forra di cose, erano andate via dalla mia memoria…