Ieri mi hanno regalato un’isola, mi hanno detto che è tutta per me e che ci posso portare chi voglio e anche tutte le cose che mi fanno stare bene. Io su un’isola fino ad oggi non c’ho mai vissuto e non lo so mica come ci si sta in realtà, con le spiagge bianche, le palme e tutto quel mare attorno che non finisce mai, però se ci penso io dico che un’isola è proprio un bel regalo e che non potevano sceglierne uno migliore per me. E penso anche che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero averne una… bah, secondo me questo mondo è proprio ingiusto.
Intanto mi tocca di preparare le valigie: dovrò pur portarmi qualcosa per ingannare il tempo mentre starò ad aspettare impazientemente chi dovrà raggiungermi lì. E allora ho pensato che un barista dall’altro lato del bancone (sì, perché un bancone ci vuole) non può proprio mancare; sull’isola dovrebbe far caldo quindi basta giusto qualche bella Peroni ghiacciata, senza bisogno di amari o liquori di altra sorta; per i libri penso a Fante e Tondelli, sì sì, loro dovrebbero bastare per un po’ e poi magari mi porto anche qualche bella rivista tra le tante che ho archiviato e sto a posto così. Sulla musica c’ho qualche dubbio in più lo ammetto, ma tanto ormai occupa così poco spazio che di discografie ne posso portare quante ne voglio, devo solo ricordarmi di chiedere a Nello di procurarmi qualcosa di nuovo, lui saprà certamente come aiutarmi. Poi mi porto le foto di Michael, perché ogni tanto voglio ridere così, in maniera innaturale come un bambino, e anche i video delle mie feste, perché così posso vedere tutte le volte che voglio la gente che abbiamo fatto sorridere noi. I sogni invece mi sa che per questa volta li lascio nei cassetti di casa, che ora non c’ho né voglia e né tempo di inseguirli e al posto loro mi porto la pallina magica, che voglio proprio vedere se rimbalza anche sulla sabbia. Ci vediamo presto, e se volete venirmi a trovare la strada è facile, basta solo nuotare un po’.
In ascolto: TarantaTrance - Nidi d'Arac
mercoledì, marzo 25, 2009
venerdì, marzo 20, 2009
energie
Qui nell’aria c’è rabbia, e disperazione, e odio. Sentimenti intrappolati nelle ossa di un vecchio hippie costretto su una sedia a rotelle e nascosti su soppalchi sconosciuti; disegnati sulle facce tese di automobilisti stressati e imbottigliati nelle loro vite; che appaiono negli sguardi cupi di casalinghe in carriera mentre viaggiano in tram verso le loro tavole ancora da imbandire o in quelli di un giovane filippino che beve a lunghe sorsate da una bottiglia di gin mentre si ripara da una fitta pioggia che neanche a Manila. C’è rabbia, e disperazione, e odio, mentre i manganelli si alzano su gente inerme, i papi sparlano e i nani e le ballerine fanno la loro parte in un film già visto ormai troppe volte. C’è rabbia, e disperazione, e odio, ma intanto i corpi si intrecciano e le pelli si toccano, il pubblico continua a cantare e le mani si sfiorano. E “cosa racconterai di questi cazzo di anni zero” già lo sai da un po’ ma vorresti ancora “cambiare questa città in un’altra cazzo di città” con la “la lotta armata al bar”. E Giorgio Canali sul palco è un delirio anche se “i cccp non ci sono più” e anche se “il fumo che hai comprato sa di paraffina”. E sei “andato a vedere le luci della centrale elettrica” e nell’aria c’era un po’ meno rabbia, e disperazione, e odio. E le nostre energie, quelle che fino a poco tempo fa dovevamo chiedere in prestito, be’ quelle ora dovranno venirsele a cercare da noi…
sabato, marzo 14, 2009
Venere senza pelliccia
La montagna è baluardo immobile che regge impassibile gli scrosci potenti e fragorosi del mare.
È innevata e rigogliosa, degna e possente, e sovrasta immobile le spiagge bianche calpestate da piedi nudi e da bambini impertinenti. Vive di calma. Piatta. A volte apparente. Avvolta nel silenzio, imperscrutabile, osserva, ascolta e assorbe le onde di un mare prepotentemente agitato, elegantemente mosso, teneramente inquieto. Sono onde che muovono e poi cancellano tracce labili del passato, del presente e del futuro. Moti circolari che bagnano, erodono e trascinano detriti ma che sono incredibilmente capaci di rinvigorire le radici. Tutto così naturale, tutto così vero, tutto mentre nello scontro si addensano dolci schiume e lei, Venere senza pelliccia, bellissima, appare.
sabato, febbraio 28, 2009
Getting pleasure
E voglio ancora godere, chiuso tra queste mura che intrappolano voci sussurrate.
Godere di pagine inchiostrate, del sole che irradia e acceca gli occhi chiusi e del tepore che cicatrizza.
Di bambini che tossiscono e di adulti rimasti bambini.
Godere di sorrisi tra labbra sottili macchiate dal vino; di occhi stanchi e di caffè bollenti.
Di capelli sporchi, herpes e umori da succhiare.
Di corpi nudi disegnati, sfiorati, presi.
Godere di pagine inchiostrate, del sole che irradia e acceca gli occhi chiusi e del tepore che cicatrizza.
Di bambini che tossiscono e di adulti rimasti bambini.
Godere di sorrisi tra labbra sottili macchiate dal vino; di occhi stanchi e di caffè bollenti.
Di capelli sporchi, herpes e umori da succhiare.
Di corpi nudi disegnati, sfiorati, presi.
mercoledì, febbraio 18, 2009
EQUILIBRIO
Siamo esistenze in equilibrio precario su di un intreccio di fili debole e tremolante; equilibristi in un mondo subalterno fatto di gioie e costrizioni, momenti di gloria e sogni ingombranti, riuscitissimi giochi circensi e rovinose cadute nel vuoto. Piccole oscillazioni provocano potenti turbamenti che solo una rete ben tesa è capace di respingere. E allora cerchiamo continuamente di alzare il baricentro per non venir risucchiati dai problemi di soldo e dai mali interiori, ma siamo precari, e a volte capita che neanche gli scorci di cielo azzurro e i tiepidi soli mattutini bastano a tenerci in piedi nella tempesta di pensieri che ci affollano la mente. Siamo giovani, chi più chi meno, ma troppo spesso le strade che abbiamo davanti ci sembrano in salita, con gli affitti da pagare, le rate da saldare e i denti da rifare. Eppure abbiamo capacità, tante, anche se a volte rimangono racchiuse nei nostri silenzi e nelle nostre angosce. Siamo in molti, con un passato troppo breve e un presente che a volte sembra volerci gambizzare, ma non riusciamo a non guardare al futuro che con occhi dolci e con il sorriso sulle labbra. Perché, in fondo in fondo, siamo fatti così; è in quel preciso istante che precede la caduta che siamo finalmente capaci di guardare in basso, studiare attentamente la rete e decidere che no!, non è ancora arrivato il momento di cadere, di lasciarsi risucchiare nei vostri anfratti, di darvi la soddisfazione di averci sconfitto… perché ne siamo certi: ieri come oggi, in un modo o nell’altro, la primavera arriva sempre…
In ascolto: Il paese è reale – Afterhours
mercoledì, febbraio 04, 2009
Dalle città...
Rispondo al telefono cercando di somministrarmi dosi massicce di endorfina autoprodotta, il mio nuovo Mac è fermo in un deposito di Eindhoven e Roma si mostra scontrosa, antipatica quasi ostile con il suo cielo grigiastro e una pioggia costante e infinita che sembra di stare a Londra…
Intanto per le città gira un po’ di tutto: Udine sta per diventare lo scenario di un cambiamento epocale nel nostro modo di raffrontarci con la morte e, forse, anche con la Chiesa Cattolica; a Nettuno le politiche demagogiche dei nostri governanti hanno cominciato a dare risultati vergognosi; Milano e il suo stadio hanno cacciato a forza di fischi un calciatore pagato uno sproposito e dal soprannome improbabile e a Sanremo comincia ad averci un senso anche la partecipazione degli Afterhours.
Dalle mie parti invece, in questi giorni ha girovagato Dominic Molise che, sconfessando il suo alter ego Bandini, ha deciso di restare a Roper, Colorado, invece di seguire i suoi fantastici sogni di gloria e raggiungere la California… Quel diavolo di John Fante, insomma, ha colpito ancora, ma ora scusate vado troppo di fretta: devo raggiungere Hemingway a Pamplona per la festa di San Firmino…
In ascolto: Piromani - Le luci della centrale elettrica
venerdì, gennaio 30, 2009
Consigli per gli acquisti...
Post breve di segnalazioni questo, dato che in questi giorni ci sono state un paio di cose viste, sentite e odorate che meritano di essere spinte e pubblicizzate un po’…
La prima riguarda www.spinoza.it, blog di un’ironia geniale che sovverte le regole del giornalismo e fa fare grandi e grosse risate ridicolizzando le notizie e i personaggi del giorno. Un esempio? Facciamo due, scegliendoli dai post più votati dagli utenti del sito nel sondaggio di fine 2008: "Una domanda per Obama. Ci invadete spontaneamente o dobbiamo proprio rifarlo tutto, il fascismo?". “Eluana ha compiuto 38 anni. Momenti di imbarazzo allo spegnimento delle candeline”. E come dicono i curatori nel blog nella sezione info: “Se le battute di questo sito non vi fanno ridere, siete Maurizio Gasparri”.
Passo ad altro e segnalo anche pandalikes.blogspot.com, blog della serie “A panda piace…” ideata da Giacomo Bevilacqua, giovane artista romano che espone in questi giorni al Fusolab di via Pitacchi 29 a Roma. Andatevi a vedere qualcuna delle sue tavole: il Panda sembra dare dipendenza alle persone di spirito e pronte ad accogliere con il sorriso i piccoli gesti… E a me, per farla breve, panda piace…
lunedì, gennaio 19, 2009
IL RE DELL'AVANA
La prima lettura dell’anno è stata un’immersione veloce per divorare, riga dopo riga, la storia e le avventure di Rey, giovane cubano protagonista de Il re dell’Avana, romanzo duro e mai scontato di Pedro Juan Gutiérrez, un autore che il mio caro Fajoint non ha esitato a suggerirmi come il Bukowski dell’Avana. L’autore, nato nell’isola nel 1950, ha avuto modo di “crescere” insieme alla Rivoluzione castrista, ma Gutiérrez è bravo, in questo libro, a non trattare mai direttamente quella stessa rivoluzione, a non nominarla, lasciando solo intuire al lettore quello che ha significato e continua a significare per la popolazione e per tutto l’ambiente cubano, senza facili retoriche e senza frasi già dette e sentite. Così Il re dell’Avana è “semplicemente” un romanzo che parla di una storia di un amore impossibile in una Cuba nascosta e poco conosciuta a noi occidentali; una Cuba di derelitti, poveri e incapaci, possessori di un’unica ricchezza: il proprio corpo. Un corpo da vendere agli angoli delle strade, sulle panchine del Malecòn o su materassi lerci in ricoveri di fortuna; per pochi spiccioli, per una bottiglia di rum o per un cartoccio di manì, ma anche e soprattutto per un po’ di felicità: quella negata a chi non ha vissuto altro che la miseria e le difficoltà di una vita passata tra riformatori e immondizia e che solo grazie al sesso riesce a fare capolino nelle vite di Rey, Magda e di tutti gli altri personaggi che compaiono in questo sconfortante affresco. Una felicità che, paradossalmente, consente a Rey di attribuirsi il titolo regale solo perché in possesso di un membro fenomenale e di due perlajanas incastonate nel glande che fanno letteralmente impazzire le giovani jineteras, i froci e le donne di ogni età; ma anche una felicità che in questo angolo di mondo non può essere destinata a durare a lungo, e che non riuscirà a impedire il tragico finale di quella stessa storia d’amore che consentiva ai due giovani di guardare al presente e al futuro con occhi più leggeri. Scritto con ritmo incalzante, senza filtri e senza mediazione alcuna nel linguaggio, Il re dell’Avana aiuta a guardare la bella e solare Cuba da un’ottima prospettiva e lei, stella polare e sogno utopico di diverse generazioni ne esce per quello che è oggi: un’isola affamata di sesso ma che più di una volta sembra non farcela ad andare avanti, un’isola stanca e bugiarda, povera ma pur sempre con il sorriso sulle labbra…
Il re dell’Avana. Pedro Juan Gutierrez – Edizioni E/O – € 8,00
“Lei gli si avvicinò. L’abbraccio e lo baciò. Entrambi erano più lerci e puzzolenti che mai dopo tanto voltolarsi su quel materasso fetido, pieno di cimici e pidocchi. Ma ovviamente non se ne accorgevano. Si sentivano benissimo. Magda lo baciò con amore, e riuscì ad ammansirlo”.
In ascolto: Methanphetamine Blues - Mark Lanegan
lunedì, gennaio 12, 2009
BUONI PROPOSITI
sabato, dicembre 06, 2008
Autunno inoltrato...
Pinco Pallino ti ha iscritto alla sua lista di amici: Accetti o rifiuti?
Gaia vive una situazione sentimentale complicata
Johnny ora è single e implora che qualcuna e/o qualcuno si faccia avanti
Floriana si è iscritta al gruppo "chi non salta non arriva a domani"
Ingrid ti ha invitato all'evento "giornata mondiale dell'orgasmo contro la NATO"
Corrado ti ha taggato in una foto, sei quello che sta vomitando dietro la colonna
La tua ex si è appena iscritta... vuoi vedere con chi e come si diverte adesso?
Che poesia! Per fortuna ieri qualcuno si è accorto che piovevano foglie...
In ascolto: Lu cardillo - 24 grana
Gaia vive una situazione sentimentale complicata
Johnny ora è single e implora che qualcuna e/o qualcuno si faccia avanti
Floriana si è iscritta al gruppo "chi non salta non arriva a domani"
Ingrid ti ha invitato all'evento "giornata mondiale dell'orgasmo contro la NATO"
Corrado ti ha taggato in una foto, sei quello che sta vomitando dietro la colonna
La tua ex si è appena iscritta... vuoi vedere con chi e come si diverte adesso?
Che poesia! Per fortuna ieri qualcuno si è accorto che piovevano foglie...
In ascolto: Lu cardillo - 24 grana
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